La notizia è sconcertante: dal primo ottobre i cani di peso superiore ai 6 chili non potranno più viaggiare in treno. Una decisione così assurda e anacronistica sta ovviamente suscitando polemiche e proteste.A sentire i TG a protestare sono gli animalisti, ma in realtà in questo caso per “animalista” va inteso chi ama gli animali e chi, in genere, condivide la propria vita con un cane o un gatto, senza bisogno di fare campagne per i diritti di questo o di quello. Sono milioni gli italiani che viaggiano con i propri cani (e gatti) e molti di loro, per comodità, convenienza o anche necessità, usano il treno. E, se non potranno più viaggiare con i propri animali, si sentiranno discriminati e non viaggeranno più. Perché rinunciare alla compagnia del proprio più fedele amico per molti è… irrinunciabile. A protestare contro questa iniziativa sono l’ANMVI, la Sottosegretaria alla Salute, Francesca Martini, e la fondatrice del Fondo Amici di Paco, Diana Lanciotti. Di seguito i comunicati stampa relativi alle opinioni dei primi due. Chi invece volesse leggere l’intervento e le proposte di Diana Lanciotti, può collegarsi al sito www.dianalanciotti.it. Inoltre è possibile sottoscrivere una protesta alla direzione di Trenitalia su http://firmiamo.it/trenitaliadiscriminachiconduceuncane o un reclamo a http://reclami-e-suggerimenti.trenitalia.com/Area_Clienti/It/RecAnagrafica.aspx Comunicato ANMVI TRENITALIA REVOCHI LE NUOVE REGOLE PER GLI ANIMALI Il certificato del veterinario? Un provvedimento burocratico di pura facciata (Cremona, 22 settembre 2008) – Con una nota indirizzata alle Ferrovie, al Ministro dei Trasporti, al Sottosegretario alla Salute e al Sottosegretario al Turismo, l’ Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani chiede la revoca immediata delle nuove regole di viaggio per gli animali stabilite da Trenitalia. L’Associazione parla di regole “assurde, senza alcun fondamento sul piano scientifico, senza corrette nozioni di prevenzione e di igiene degli animali e totalmente incuranti delle esigenze di viaggio dei cittadini-proprietari. Un provvedimento burocratico di pura facciata”. Dal primo ottobre, su indicazione dell’Istituto superiore di sanità, gli animali dovranno infatti viaggiare sui treni accompagnati da un certificato del veterinario, rilasciato da meno di un mese, che ne attesti l’assenza di «infestazioni o patologie trasmissibili». Inoltre, non sarà più possibile far salire sui treni cani di media e grossa taglia che pesano più di sei chili. Mentre i più piccoli, e tutti gli altri animali, dovranno viaggiare dentro il trasportino. Ci meraviglia – commenta l’ANMVI – che un provvedimento zoofobo venga accettato come segno di civiltà in un Paese dove le istituzioni investono in campagne contro l’abbandono animale. E’ noto che fra le cause dell’abbandono ci sono i divieti nei confronti degli animali nei luoghi pubblici. Questa nuova discriminazione rivela lo strabismo della cultura italiana verso la convivenza con gli animali, da un lato tutelati dal codice penale e dall’altro ancora additati all’opinione pubblica come “portatori di malattie”, un luogo comune indegno di una società in cui la prevenzione e la medicina veterinaria consentono al cane e al gatto di proprietà di condividere il quotidiano con garanzie igienico-sanitarie che valgono anche fuori dalle mura domestiche. Non c’è nessuna ragione conclude l’ANMVI- per sostenere che sui treni l’animale di proprietà costituisca un rischio per l’igiene quando non lo è in nessun altro ambito, pubblico o privato che sia. Ufficio Stampa ANMVI Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani COMUNICATO AGI ANIMALI: MARTINI, INACCETTABILE LIMITE 6 KG PER CANI IN TRENO (AGI) – Roma, 22 set. – E’ “inaccettabile” il limite di 6 kg per i cani che possono viaggiare in treno”. In merito all’ordine di servizio di Trenitalia con cui si vieta a partire dal 1 ottobre prossimo il trasporto sui treni dei cani di peso superiore ai 6 chili per motivi di infestazione delle carrozze da parassiti, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha chiesto oggi un incontro urgente all’Amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano. “Ritengo il limite di 6 kg per il trasporto in treno dei cani – sottolinea Martini – peraltro previsto all’interno di apposite gabbie, inaccettabile e in contrasto con il diritto alla mobilita’ di milioni di cittadini italiani possessori di cani. In relazione alla infestazione di parassiti rilevata nei vagoni ritengo che la forte attenzione di Trenitalia al tema della salubrita’ degli ambienti dove viaggiano i passeggeri sia cosa meritoria e dovuta, ritengo pero’ che i provvedimenti vadano presi nel rispetto e nella salvaguardia dell’interesse di tutti i cittadini e dunque anche dei milioni di persone che posseggono cani di peso superiore ai 6 kg e che vedono nel treno un importante mezzo di trasporto, sicuramente da incentivare”. Il limite introdotto dall’Azienda Trenitalia, secondo la Martini, “va invece nella direzione opposta e cio’ potrebbe comportare per l’Azienda la perdita di una rilevante fetta di viaggiatori. I cani di peso inferiore ai 6 kg, dunque animali di piccolissima taglia o cuccioli, costituiscono infatti un numero esiguo perche’ la maggior parte dei cani ha un peso medio di circa 10 kg. Proprio in considerazione delle ricadute che il provvedimento di Trenitalia ha sul diritto alla mobilita’ dei milioni di cittadini detentori di animali di oltre 6 kg di peso, ho chiesto un incontro urgentissimo all’Amministratore delegato di Trenitalia, dott. Vincenzo Soprano, per rivalutare insieme il contenuto del provvedimento emesso, anche alla luce dei dati in possesso di Trenitalia in materia di trasporto degli animali, e comprendere meglio le vere cause dell’invasione di parassiti. Ritengo che per gli animali viaggiare in treno sia molto meno traumatico e rischioso rispetto al viaggiare in aereo, dove vengono trasportati in gabbie all’interno della stiva, in ambiente pressurizzato, con i rischi che cio’ comporta. Inoltre, l’aereo e’ ancora un mezzo di trasporto costoso e quindi non alla portata di tutti i proprietari di cani. Penso anche ai tantissimi anziani e pensionati che utilizzano il treno per brevissimi viaggi insieme ai loro animali e credo che misure come quelle assunte da Trenitalia possano potenzialmente incentivare il fenomeno dell’abbandono contro il quale il governo e’ fortemente impegnato”. (AGI)

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